Ebrei in Dalmazia

Gli Ebrei in Dalmazia

 

    La presenza di gruppi di Ebrei ha caratterizzato in maniera più o meno marcata le città ed i villaggi europei, almeno dalla rinascita posteriore all'anno mille.   Per la Dalmazia invece la presenza ebraica è stata limitata praticamente solo alle due comunità di Spalato e Ragusa, oltre che piccoli insediamenti temporanei in altre località. Nonostante questa  'limitatezza', si tratta di una presenza importante per la regione, anche se poco conosciuta in Italia.  Una maggiore conoscenza delle vicende ebraiche dalmate sarebbe un notevole contributo alla  più completa definizione degli aspetti della vita dalmata del passato.

   La comunità di Spalato nacque nel ‘500 quando la Serenissima approvò il progetto Daniel Rodriguez di istituire una Scala in Spalato per attrarre il commercio dei Balcani e con l'Impero Ottomano. La comunità ebraica spalatina dette alla città famiglie e personaggi di rilievo come i Morpurgo, gli Stock, Adolfo Mussafia.

    La Comunità di Ragusa nacque invece nella scia dell'attività commerciale ragusea e della sua tradizionale politica di apertura sociale, che la distingueva fra gli stati dell'epoca (che si manifestò in particolare dall'inizio del '500 con l'accoglienza degli Ebrei scacciato dalla Spagna e dal Regno di Napoli e poi nel 1556, quando Papa Paolo IV, espulse gli ebrei da Ancona, fra questi il fisico Amatus Lusitanus ed il poeta e letterato Didacus Pyrrhus).

   In Italia la storia di queste due comunità è conosciuta poco e solo grazie ad alcuni saggi parziali su argomenti specifici, pubblicati ormai decenni fa; negli ultimi anni alcuni saggi si sono incentrati sulle vicende della II guerra mondiale, quando la Dalmazia fu terra di transito e di ristoro per gli ebrei che sfuggivano alla persecuzione tedesca dall'interno dei Balcani, ripetendo quanto era successo nei secoli precedenti ai cristiani che in Dalmazia cercavano rifugio sotto il dominio veneto dalla persecuzione ottomana.

  La Società Dalmata di Storia Patria ha avviato da tempo un complesso progetto per il più completo studio delle vicende degli ebrei dalmati. Fin adesso son stati pubblicati alcuni articoli negli Atti e Memorie della società ed  è in corso di completamento la pubblicazione di un inedito manoscritto di Luciano Morpurgo, Ebreo spalatino, che racconta le vicende ebraiche di Spalato fra la metà dell'800 e la II guerra mondiale.

   Al momento il progetto di  ricerca ha evidenziato la presenza di un fondo nell'Archivio di Stato di Spalato che raccoglie quanto rimane dell'archivio di quella Comunità israelitica.  Si tratta soprattutto di carte relative all'assistenza data tramite la comunità locale dalla DELASEM agli ebrei in fuga dall'Europa centrale fra il 1937-38 ed il 1943, rifugiati nella Dalmazia occupata dalle truppe italiane.  Centinaia di persone assistite in vario modo nell'attesa di avere i documenti per l'espatrio in sud America o Spagna.    Di questa attività esistono solo indicazioni vaghe e generiche, soprattutto relativamente alla DELASEM.  Cartolina inviata da Ebrei internati nelle Bocche di Cattaro alla Comunità Israelitica di Spalato, nel 1943Lo studio accurato del carteggio renderebbe nota la potente opera assistenziale  svolta, per una maggiore conoscenza culturale  e con un profondo significato morale, anche perchè chi tenne le fila di quell'attività in Spalato, l'ing. Vittorio Morpurgo, finì i suoi giorni  un lager. 

 

   Altri filoni della ricerca riguarderanno Ragusa e Cattaro.