Stato da Mar

 

Stato da mar 

     Per la Serenissima repubblica di Venezia lo Stato da mar era il variegato insieme di territori soggetti a Venezia che andavano dall'Adriatico al Mediterraneo orientale, che cominciò a formarsi stabilmente nel corso del XIII secolo, grazie agli "atti di dedizione" compiuti dalle città, spesso già ad ordinamento comunale e rette da propri "statuti".
Lo Stato da mar raggiunse una grande espansione nel XV secolo, per poi iniziare a contrarsi, comunque a mutare i confini. La denominazione è quattrocentesca, in contrapposizione allo Stato da terra, formato dall'entroterra veneto-lombardo. L'Istria veneta era considerata, in modo oscillante, a volte parte dello Stato da terra, a volte di quello da mar.  In questo progetto  è sempre considerata nello Stato da mar.

 

    Nelle città che appartenevano alla Serenissima Repubblica di Venezia il Senato inviava come reggitori temporanei proprii rappresentanti - scelti all'interno del patriziato veneziano - che, a seconda dei luoghi, assumevano diversi nomi: conti, capitani, podestà.  Conun appellativo generale questi funzionari sono chiamati «rettori».  Al termine del loro mandato, generalmente compreso fra uno o due anni, i rettori compilavano un rapporto finale riguardo al territorio e sul loro operato, che leggevano in Senato. Questi rapporti (non tutti si sono conservati) sono noti come «Relazioni dei rettori». Sono documenti di grande importanza per lo studio della storia dei territori dello Stato veneziano.
Le Relazioni dei Rettori dello Stato da terra, cioè dell’entroterra venetolombardo dei domini della Serenissima, sono state pubblicate in 14 volumi (1973-1979): Non sono invece ancora edite in un corpus organico quelle dei Rettori dei territori veneziani dell’Istria, della Dalmazia e del Levante.
     Il progetto intende pubblicare queste Relazioni. 

    La pubblicazione avverrà via via in un apposito sito internet